Via Crucis

La rievocazione della passione di Cristo in uno spettacolo itinerante (1997-2007).

La ragazza sulla croce ha una corona di spine sulla testa la tunica macchiata di sangue, e grida il dolore di Cristo, il concretissimo dolore di un essere umano che muore, nel silenzio assoluto della folla che assiste per la prima volta alla crocifissione di un Gesù con il volto e il corpo di una donna. Alviano, Umbria, notte del mercoledì santo, va in scena una Passione di Cristo più trasgressiva che mai, tanto che la metà del paese per protesta diserta la Via Crucis e alla fine gli applausi si mescolano agli insulti. Succede sugli spalti di una stupenda rocca medioevale tra le campagne di Amelia, e il piccolo-grande evento interpretato dalla gente del posto finisce addirittura sulle tv americane, mentre la violazione dell'ortodossia spinge vescovo, parroco e spettatori ad interrogarsi su fede e vangeli, su apostoli e Gesù. Lo "scandalo" dura quattro minuti e mezzo, questo il tempo in cui il Cristo donna, la danzatrice Elena Angeli, resta su una croce alta dieci metri. [...] Sorbara alle critiche risponde citando Giovanni Paolo II: «Non c' è più né uomo né donna, perché voi tutti siete Uno in Cristo Gesù». «Quando ho fatto questa scelta non mi sono chiesto: perché una donna? Mi sono chiesto: perché no?».

(Repubblica — 25 marzo 2005)

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